FUORI l'ICE dall'ITALIA

Le squadre anti immigrazione come polizia personale

FUORI l'ICE dall'ITALIA

L’ipotesi di un coinvolgimento dell’ICE (Immigration ad Customs Enforcement) statunitense nei Giochi Olimpici Invernali di Milano–Cortina, anche se presentata come misura di “sicurezza” per gli atleti USA, costituisce un fatto di estrema gravità che deve essere non solo stigmatizzato ma fermamente respinto dal Governo italiano.

Una simile richiesta rappresenta innanzitutto una sfiducia esplicita nei confronti dello Stato italiano, delle sue istituzioni e delle sue forze di sicurezza, che hanno piena capacità e legittimità per garantire la tutela di atleti, delegazioni e cittadini durante un evento internazionale.
Accettare la presenza di apparati di sicurezza stranieri sul nostro territorio significherebbe rinunciare a una parte della sovranità nazionale e legittimare l’idea che l’Italia non sia in grado di organizzare e proteggere un evento di questa portata.

Consentire l’ingresso e l’operatività di un corpo di questo tipo sul territorio italiano, anche sotto forma di “supporto” o “protezione”, costituirebbe un precedente inaccettabile. Le Olimpiadi dovrebbero essere un momento di incontro e collaborazione internazionale, non un’occasione per importare modelli autoritari e pratiche repressive al servizio degli interessi imperialisti statunitensi.

Il Partito Comunista ribadisce con forza che la sicurezza dei Giochi Olimpici deve essere garantita esclusivamente dallo Stato italiano, nel pieno rispetto della Costituzione, della sovranità nazionale e dei diritti fondamentali. Ogni forma di ingerenza straniera, tanto più se proveniente da apparati noti per il loro ruolo repressivo, deve essere respinta senza ambiguità.

L’Italia non è una colonia, e Milano–Cortina non può diventare una vetrina per la normalizzazione di politiche di violenza e intimidazione. La pace, la cooperazione e il rispetto dei popoli non si difendono con squadre paramilitari, ma con giustizia sociale, democrazia e autodeterminazione.