Cardinale Zuppi
Il Cardinale Zuppi invita a votare il referendum. Noi Comunisti siamo per il NO
La democrazia è partecipazione
La democrazia trae vita dalla partecipazione, non dall'indifferenza. Recarsi alle urne non costituisce un mero atto formale, bensì un gesto concreto di cura per la comunità nazionale. Principio ribadito più volte dal cardinale Matteo Zuppi.
In prossimità delle consultazioni referendarie, tale monito acquista un peso specifico ancora maggiore.
Il referendum
Il referendum rappresenta uno degli strumenti di democrazia diretta più incisivi previsti dalla nostra Carta costituzionale: attraverso di esso, i cittadini decidono in prima persona, senza alcuna mediazione. Proprio per questa sua natura, l'astensione non può essere considerata una scelta neutrale: ove non si partecipi, saranno altri a determinare l'esito al posto della collettività.
Un dovere civico
Zuppi esorta a non lasciarsi sopraffare dalla sfiducia o dalla rassegnazione. Timori, stanchezza e delusione sono sentimenti comprensibili, ma non devono tradursi in abdicazione al proprio ruolo. La democrazia non si preserva da sé: essa richiede cittadini informati, capaci di riflessione e di scelta consapevole.
Il voto come espressione costruttiva, non di rifiuto
Il voto non è un'arma da brandire contro qualcuno, bensì uno strumento volto alla costruzione del bene comune.
Un altro cardine del suo messaggio risiede nel superamento della logica dello scontro. Esso impone di elevarsi oltre le mere contrapposizioni di parte e di porsi domande essenziali:
- Quale opzione giova veramente alla comunità?
- Quale indirizzo intendiamo imprimere al Paese?
Il peso della responsabilità individuale
Zuppi non indica mai come votare. Afferma, con semplicità e gravità, un principio inequivocabile:
- Informarsi
- Ascoltare la propria coscienza
- Esercitare il diritto di voto
Poiché la democrazia non è uno spettacolo da osservare passivamente, ma un'istituzione di cui essere parte attiva.
Presenza
In un'epoca caratterizzata dalla crescita dell'astensionismo, la decisione di votare si configura come un atto di coraggio civile. Significa affermare: "Io ci sono, non mi sottraggo, desidero contribuire". È un modo per difendere i diritti, la Costituzione e la qualità della nostra convivenza.
La posizione di noi comunisti
Per le ragioni esposte, e in virtù di una analisi approfondita del merito, il Partito Comunista esprime un netto e motivato NO alla riforma costituzionale nota come "riforma Nordio".
Chiediamo a tutti i cittadini di recarsi alle urne per respingere questa modifica, ritenuta dannosa per i principi fondamentali della nostra democrazia costituzionale.