A proposito di "2€ al pacco"
Contraddizioni materiali che attraversano lo Stato italiano nel capitalismo contemporaneo.
Sovranità formale e subalternità
La politica italiana, incluso l’attuale governo presieduto dalla signora Meloni, si configura come un’arena in cui lo Stato aspira a esercitare un potere che in realtà non detiene. Tale condizione costituisce una conseguenza strutturale per uno Stato nazionale ormai subalterno alle dinamiche del capitale globale, il quale determina i tempi, le priorità e i margini di azione in campo politico-economico.
I vicoli ciechi della politica nazionale
Indipendentemente dal suo orientamento, la politica nazionale opera entro un perimetro delimitato da vincoli istituzionali ed economici stringenti:
- I parametri europei.
- L’andamento dei mercati finanziari.
- L’integrazione nelle catene globali del valore.
- I flussi della logistica internazionale.
Il risultato è una sovranità meramente formale, priva di sostanza effettiva.
La frammentazione del capitalismo italiano
La borghesia imprenditoriale si presenta a sua volta frammentata, poco competitiva sulla scena internazionale e incapace di esprimere un blocco capitalistico nazionale coeso.
Il capitalismo italiano è caratterizzato da:
- Una bassa concentrazione.
- La predominanza di piccole imprese.
- La dipendenza da rendite di posizione e appalti pubblici.
- Un’incapacità strutturale di investire in innovazione.
Le conseguenze sull'azione politica
Di conseguenza, l’azione politica riflette una struttura frazionata in micro-interessi, corporazioni, lobby locali e dimostra una totale assenza di una strategia industriale organica. Da anni, la linea perseguita dai due principali schieramenti si riduce a continui aggiustamenti tattici:
- Bonus
- Proroghe.
- Incentivi temporanei
- Micro-tassazione
- Condoni
Questa è la logica di un capitalismo in crisi, il quale, incapace di pianificare, si limita a interventi tampone.
L'assenza di alternative
Alla carenza di un capitale nazionale robusto, in grado di tracciare una direzione di sviluppo, corrisponde specularmente l’assenza di un movimento operaio organizzato, capace di avanzare un’alternativa concreta. Lo Stato permane così in una sospensione tra due debolezze strutturali, senza riuscire a trovare un equilibrio produttivo.
L'Unione europea e la Cina
La subordinazione alle politiche dell’Unione Europea si palesa anche nell’adozione di misure quali la tassa sulle importazioni di beni di modico valore, le quali rivelano:
- La crisi del modello produttivo nazionale.
- L’inadeguatezza nella competizione tecnologica avanzata.
- La persistente dipendenza da settori economici a basso valore aggiunto.
La Cina non è la causa di tale crisi: ne rappresenta piuttosto il rivelatore oggettivo.